The Dandy e Twitter: rapporto difficile

Tutti ne parlano da tempo. Tutti lo utilizzano da tempo. Tutti lo venerano. Io, e qui arriveranno i fischi, non riesco a farmelo piacere: sto parlano di Twitter, il servizio che ci viene offerto e che ha come “giustificazione” sociale la risposta alla domanda triviale “What are you doing?”. Solamente uno stolto, o magari un bastian cotrario incallito, negherebbe il risultato ottenuto da questa semplicissima applicazione; altrettanto stupido e ingenuo sarebbe chi ne deprecherebbe l’utilizzo e, magari, non fosse abbastanza lungimirante da vedere una forma, anzi un formato, di comunicazione differente. Ricordiamoci che dove c’è comunicazione c’è marketing e, prima e necessaria conseguenza di questo, ritroviamo l’advertising.

Nuovo oggetto di culto degli amanti del Web 2.0, medium virtuale (ma ormai cosa non lo è?!) che offre la potenzialità di ficcare il naso negli affari degli altri, ottenendo come risultato un’amicizia, naturalmente sempre in formato Web 2.0.
Non so per quanto riuscirò a resistere al fenomeno. Diciamo che, per ora, basta fumarmi una sigaretta e tutto rimane sotto il mio controllo.

Quando non resisterò più, farò le cose in grande: avatar su Second Life che gestirà una company di video sharing (il nome sarà “WeTwitt”) che catalogherà tutti i messaggi che gli avatar si inviano nei loro 2ndlog. Se oggi si parla di disintossicazione dal web, i prossimi anni di che si parlerà? Asportazione virtuale dalla rete?!

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