Piano piano il mondo degli altri, quello degli “esclusi” dal mondo del web 2.0, coloro che utilizzano il web e non ne sono dipendenti, insomma tutti gli utenti low profile (suona meno saccente in inglese), se ne stanno accorgendo. Internet, ma guarda un po’, ti può aiutare in ogni cosa quotidiana: dalle mappe stradali, alle tesine rintracciabili su appositi siti dedicati e, cosa auspicabile, per ricercare ed approfondire i propri interessi.
Di questi temi, i semiologi parlano da sempre, valorizzando l’aspetto del know how tipico di questo secolo: saper cercare l’informazione di interesse nel minor tempo possibile e dalla fonte più autorevole, a discapito del bagaglio culturale di cui ogni individuo dovrebbe essere portatore. In questo rapporto che va via via ad instaurarsi tra conoscenza e nuovi media (nuovi?!), è giusto sottolineare la prima iniziativa dell’ateneo Modenese-Reggiano in questa direzione. Mi spiego meglio.
Pietro Santachiara e Corrado de Francesco, docente presso la suddetta università, hanno redatto un ebook scaricabile gratuitamente da qui, nel quale espone il difficile rapporto tra media e docenza universitaria. Attraverso consigli pratici, Santachiara e de Francesco presentano utili suggerimenti per la preparazione di lezioni, conferenze, e quanto la vita all’interno delle aule richiede, il tutto in modo funzionale all’apprendimento e all’integrazione completa, e non saltuaria, degli infiniti strumenti (wiki, blog, ecc.) che sono offerti dalla rete.
A tutti i docenti là fuori, consiglio la lettura e, cosa più importante, l’applicazione nel proprio metodo didattico. Agli studenti di certo non farebbe male leggersi il libro. Magari proprio in questo fine settimana.
Buona lettura!
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