Finita la battaglia che ha permesso di abbattere le barriere della comunicazione intimidita dalla mancanza di conoscenza reciproca, dalla timidezza nel senso più naive del termine, ci siamo apprestati (alcuni decisamente “allegri”) alla serata, ovvero al clou, forse ragione ultima dell’evento-blog 2007: mi sto riferendo alla sera.
Al momento doccia, è seguito il tipico appuntamento urbano dell’aperitivo pre-cena: nell’attesa dell’avvento del vino e del cibo (anelati desideri della maggior parte del network), alcuni hanno dato mostra di conoscenze ulteriori a quelle comunicative e di bloggin, inscenando un classico balletto sulle note evergreen della Caselli “Nessuno mi può giudicare”. Gatto Nero, Pippawilson, Viviana (non ancora prevista del suffisso “_l”) e Peppi (figuriamoci se poteva mancare) e Aelred: divini!
Di colombiana (quella di Cristoforo, non l’altra) memoria, è l’euforia e l’impeto sprigionati dall’avvistamento della tavola imbandita per la cena, con ogni ben di Dio; spazzolate le prime tonnellate di cibarie disponibili ed annaffiatele con ettolitri di vino, la serata si è “addentrata” tra le conversazioni più manageriali nonché spinte: a dirla tutta il merito dei partecipanti è stato proprio quello di far convergere queste tematiche, apparentemente così distanti ma che, ad uno sguardo attento, analitico e critico come quello di Gatto Nero, tutto è apparso legato, connesso, compenetrante (questa è la parola più pertinente).
Guardando le foto che qua e là sono state scattate, i video girati furtivamente e quanto di multimediale ho trovato nella Rete, la nostalgia per la nuova blogofamily che sì è venuta a creare, è tanta.
Ma come da tempo immemore si dice, “C’est la vie…”
La compenetrazione delle competenze è importante