Se ne parla già da tempo, in quelli che ora sono i Mezzi di comunicazione, quelli con la emme maiuscola, di cui tutti hanno sentito parlare ma che continuano ad essere utlizzati “professionalmente” solamente da una piccola fetta di utenti apassionati e professionisti del settore (prosumer bisognerebbe dire). Come se non fosse chiaro, è per un’azienda non solo prerogativa necessria, bensì strumento decisamente “personalizzabile” su i propri obiettivi, quello di spostare buona parte delle proprie risorse nell’ambito delle conversazioni sul web.
Su Nòva di oggi, Mauro Lupi in poche parole delucida e ribadisce gli unici due punti necessari al “Cambiamento di Codici”, necessario all’azienda, per inserire la propria voce là fuori, là nel magma indefinitamente pervasivo di forum, blog e affini:
- Agli User generated content si risponde con i Company generated content; solo in casi specifici è indispesabile intervenire diretamente in blog e forum. Meglio invece sviluppare un canale trasparente e continuativo in cui esporre l puntodi vista aziendale, a patto che sia davvero orientato a conversare e non solo a fare l’enesimo spot comerciale.
- Il secondo invito riguarda la forma dei contenuti, che deve essere allineata all’etichetta che le persone aplicano su internet e quindi informale e trasparente.
Tanto diretti e conosciuti da molti, quanto incontrovertibilmente sagaci ed appropriati: questi 2 singoli “principi” fungono tanto da giustificazione, quanto fine ultimo, di ogni attività ben curata di un’azienda che desidera rendere la propria esperienza compartecipativa: la linea produtiva non è più oggeto di studio/sviluppo della sola azienda, ma il consumatore ne è un tassello fondamentale e, se contento della trasparenza e del prodotto, non avrà certo difficoltà ad “espandere il verbo” del brand, diventando un brand Advocate.
L’infiltration è una brutta bestia e, se lo conoscerete, lo eviterete. Ma spesso, nel mondo della comunicazione, alcuni infiltrators (soggeti pagati dall’azienda stessa) all’interno di forum, blog e portali, si spacciano per utenti soddisfatti di un prodotto; vengono aperti thread a favore della nuova linea di Pinco Pallino, il tutto sperando di spargere una voce favorevole nei confronti del brand/prodotto aziendale.
Mi domando: poiché la percentuale di utenti che ancora “casca” in questo social-corporate-spam (credo renda l’dea) tenderà a diminuire col tempo, in che modole aziende affronteranno l’avento di utenti pi consapevoli e smaliziati di prossima veuta? Ricordo che lo spam i primi hanni mieteva milioni di vittime al secondo e ora, anche se non debellato (vedi casi di phishing Poste Italiane e Polizia), non spaventa più la grande maggioranza degli utenti internet.


