Dopo questa lunga assenza sono a pubblicare una piccola intervista “indiretta” che ho sottoposto ad alcuni dei blogger che stimo maggiormente e la voce dei quali ha un peso notevole nella Blogosfera (non solo per me).
Ecchissene della classifica di Blogbabel: questi sono professionisti della comunicazione, giornalisti autorevoli e uomini dannatamente in gamba, pieni della mia stima.
Dopo il salto, riporto le risposte che Gaspar Torriero mi ha gentilmente fornito e che, ancora una volta, ringrazio per il tempo concessomi.
1. Come spiegherebbe ai “non addetti ai lavori” che cos’è un blog?
In generale, direi che si tratta di un sistema di pubblicazione su web facile, economico e potente; ma più concretamente farei vedere loro alcuni blog che seguo, commentando “in diretta” i vari elementi.
2. Quali sono, secondo lei, le potenzialità comunicative dell’implementazione di un blog nella strategia comunicativa di un’azienda? E nella vita professionale di un libero professionista?
[domando scusa per la ridondanza, n.d.r.]
La singola cosa più importante di un blog è la voce umana, e un’azienda non ha voce umana. Quindi un’azienda non può bloggare “per definizione”, e se ci prova viene fuori una cosa totalmente falsa e poco interessante. Diverso è il caso di una persona interessante (dipendente o libero professionista) che blogga della propria vita e del proprio lavoro. Mettiamola così: se il blog nasce da un forte desiderio personale di mettersi in gioco, funziona. Se nasce da una strategia comunicativa, non funziona.
3. Quanto tempo dedica (mediamente) alla cura del proprio blog?
Troppo.
4. L’idea che soggiace al cosiddetto Web 2.0 è lo User Generated Content assieme all’idea della condivisione, del Social e, in generale, l’idea di un superamento della “storica” relazione univoca (dall’alto in basso) tra produttore di informazione e suo diretto fruitore. Pensa che uno schema del genere potrebbe essere applicato alle aziende italiane?
Vedi punto 2. Tra parentesi, trovo che parlare di “User Generated Content” sia abbastanza offensivo e riduttivo. L’idea stessa che ci siano diversi tipi di “Contenuti”: quello generato dai professionisti (buono) e quello generato dagli utenti (così così), credo debba essere superata. E anche porre l’accento sul Contenuto è sbagliato, io credo, perché la cosa più importante qui è la conversazione.
5. Cosa pensa del Corporate Blogging e delle sue potenzialità di utilizzo?
Tutto il male possibile.
Come si potrebbe, dunque, stimolare il panorama italiano, costituito principalmete da PMI, ad investire maggiori risorse in questa forma comunicativa?
Ancora una volta, le persone! Non le aziende.
6. L’idea del blog le è stata imposta dall’alto oppure è stata una libera decisione, (magari scaturita per i suoi interessi o per semplice sete conoscitiva)?
Imposta dall’alto? Ma che razza di domanda è questa?
7. Per la gestione del suo blog, si appoggia a Web Agency ( gli amici “smanettoni” valgono come agenzie) oppure lei stesso segue anche questo ambito, oltre a quello contenutistico?
Eh? Non sono mica Beppe Grillo!
8. Quale sarà il superamento di questa fase 2.0 e del Social NetWork cui siamo abituati oggi?
La fase sociale del web è appena cominciata, ci vorrà moto tempo perché si diffonda, parlare di superamento mi sembra assai prematuro.
9. A quali Feed è iscritto? O, più semplicemente, quali blog segue con assiduità?
Questo è il file OPML dei feed che seguo (trovi il link anche in alto a sinistra sul mio blog)
10. Quale PC e quale cellulare (palmare) utilizza?
Niente di speciale.



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