
La mia mania di scartare ogni più sottile parte di grasso presente in una fetta di prosciutto crudo, come vedete (ed era facilmente immaginabile), è consigliata anche dai migliori dietisti di tutto il mondo. Persino in un forum di videogames ne parlano.
Ma io vengo a dirti, caro vegetariano, come mangiare la tua insalata? Vado, per caso, dai vegani a dare consigli su come mangiare i loro hamburgerini di soia? Io sono per la democrazia culinaria e il rispetto delle diverse “culture”.
Da oggi vorrei creare un movimento indipendente, sub-culturale, non strutturato, per tutti quelli che tolgono il grasso dal prosciutto crudo e che quotidianamente (e da anni) si sentono vituperati dalla mancanza di rispetto nei confronti della loro (nostra) voglia di mangiare il prosciutto così.
In futuro non molto lontano vedo vegetariani, vegani, onnivori, digiunanti e tutti noi, del movimento per la libertà di togliere il grasso dal prosciutto crudo (e cotto), tutti insieme seduti a terra, per un fantastico pic-nic, mangiare quello che desideriamo, l’uno accanto all’altro sorridenti e cordiali.
Per gli astemi, molto probabilmente, non ci sarà posto.
Ho bisogno, però, di aiuto per diffondere queste nostre idee “rivoluzionarie” che spaventano la massa incolta e reazionaria. Ho bisogno di gente che odia quanto me il grasso nel prosciutto per creare questo movimento sub-culturale e tentare di diffonderlo sempre più, così il sogno sarà raggiunto.
Magari non noi, magari non i nostri figli, ma i figli dei nostri figli potranno togliere liberamente e senza nessuna mortificante “critica” il grasso dal prosciutto. Io voglio rendere il mondo un posto migliore e voi?
Dedicato a tutti quelli che dicono “Ma scarti la parte più buona!”, “Ma come si fa?” oppure “Io non ho mai visto mangiare il prosciutto così”.
[Ad onor di cronaca, mi sono imbattuto in suddetti "magici" consigli alimentari mentre, concluso il pranzo natalizio dalla nonna materna (il secondo, vorrei sottolineare), boccheggiavo sul divano e sbuffavo pieno come una zampogna.
Non capisco questo trend che da un paio di anni si avvicenda nella mia famiglia nella quale il pranzo di Natale debba essere ripetuto anche a S. Stefano. L'ho sempre detto che di dinamiche sociali e di cucina non me ne intendo per nulla.]


