Da un paio di giorni vivo con una ragazza francese, anzi della Bretagna (tutti i bretoni precisano la differenza sostanziale che intercorre tra la nazione e la bella regione del nord francese) di 24 anni. Professoressa di francese, con gli occhi azzurri e amante del buon vino.
Con questa novità nella vita, ieri sera mi sono messo sulla seggiolina della cucina a pensare a quello che ho fatto in un solo anno:
- pago un affitto
- ho iniziato a lavorare (in maniera stabile e “fissa”)
- ho vissuto e lavorato a Roma
- sono riuscito ad incappare nell’unica settimana di calma piatta dell’oceano nei pressi di San Sebastian
- ho vissuto con persone che il giorno prima non conoscevo e la mattina seguente erano già mie amiche
- ho vissuto per un periodo limitato con 2 (sensazionali) ragazze francesi (ops, della Bretagna)
- vivo nel centro di Milano
- a volte, mi sono rifugiato dai vicini per allontanare la solitudine e la tristezza
- il mondo della pubblicità mi affascina sempre più
- molti rapporti con persone non si sono rivelati che briciole di amicizie auspicate
E tra pochi giorni, espleterò le formalità per poter dire: “Mamma, Papà, convivo con una ragazza”.
Sinceramente me lo immaginavo diverso il momento in cui avrei detto ai miei tale frase, ma c’est là vie.


