The Dandy’s Query: Come si danno consigli di Search Engine Marketing?

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Era un po’ che non leggevo i miei feed (personali, non per lavoro) e così mi imbatto in un post pubblicato su Freelance Sprout, intitolato “4 Search Engine Marketing Tips for freelance writers” che mi fa riflettere sulla possibilità di dover fornire consigli di Search Engine Marketing ad una persona completamente a digiuno di Internet.

In primis occorrerebbe distinguere tra scrittore freelance e blogger, attività che hanno ben poco in comune dato che una nasce/è destinata alla carta stampata, ad un certo tipo di comunicazione e “incrostata” di tanti (forse troppi) fardelli espressevi, mentre l’altra, da parte sua, si rivela figlia della rivoluzione mediatica degli ultimi anni, instabile e inafferrabile, destrutturata (si può dire ancora?) e sempre mutevole che l’oggi è già la proiezione di domani.
La prima ha nell’editore la propria orignie, da lui prende vita e forma; l’altra, invece, trova la propria completezza nell’analisi logaritmica di un motore di ricerca, la cosa più lontanta dall’individualità e dalla personalità che (per assurdo) l’uomo stesso ha creato.

Posto che tale distinzione venga effettuata, occorrerebbe spiegare in seguito all’ingenuo scrittore freelance qualche rudimento sul funzionamento dei motori di ricerca, dei loro spyder e crawler e del concetto fondamentale di indicizzazione che ne è alla base.

Posto che tale spiegazione venga accolta, si dovrebbe passare poi alla motivazione (suffragata dal discorso appena concluso sul funzionamento dei motori di ricerca) della preferenza di aprire un blog invece di un sito web “standar” e affrontare il discorso sul posizionamento delle proprie pagine.

Anche se provati, l’indottrinamento dovrebbe poi spostarsi sulle modalità di “scrittura” di un post, come la scelta di optare per un titolo lungo e, magari, meno bello stilisticamente ma funzionale al posizionamento poichè contenente keyword; si dovrebbe continuare poi sottolineando l’importanza giocata dalle prime 2 righe del post, diverse da tutte le altre, dalla valenza delle gallery e video, che carpiscono l’attenzione del lettore come nessun’altra cosa e dalla qualità generale dei contenuti offerti.

Non si è nemmeno giunti ancora a parlare del valore dei link, sia esterni che interni, del pagerank, della forza che una buona rete di link interni ad archivi, tag, categorie varie o altro gioca nell’economia del posizionamento del blog (per non parlare della qualità di offrire pagine e contenuti ben fruibili al lettore). E in tutto questo parlare, non si è accennato ai feed rss e alla loro importanza, non solo per il processo di fidelizzazione dei propri lettori o di una diffusione dei propri contenuti, bensì anche per la loro importanza e “malleabilità” di utilizzi che permettono (si pensi ai servizi che si basano esclusivamente sull’indirizzo del feed).

Solamente a questo punto, e se avessi le conoscenze per farlo, darei consigli di SEM e SEO ad uno scrittore (blogger) freelance e sarei sicuro che ciò che gli andrò a dire verrà compreso. O, quanto meno, se non capirà non crederà che io sia preso da spasmi compulsivi e stia parlando la lingua del diavolo, sentendosi dire tutte quelle parole in italiese (l’italiano parlato dagli addetti ai lavori) in faccia.

Rimane poi una questione insolubile: chi ha tempo per farlo?
Nel frattempo ha preso il via il SES a New York. Li sì che c’è gente in gamba che potrebbe spiegare a tanti.

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