Il baratto invece del lavoro retribuito

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E poi ti svegli la mattina che il cervello ti si scioglie, ma non solamente per il caldo, bensì per lo stress lavorativo. Poi non riesci a leggerti i tuoi feed che, non dico tutti, ma i principali, quelli cui ti sei iscritto sin da subito, insomma quelli cui sei più affezionato, sono solamente nomi blu scuro in Google Reader.

Non parliamo dei quotidiani o delle notizie di attualità. Questi non li leggo già da tempo.

Non riesci a fare qualche ricerca sulla beta di BlogBabel, BlogBabel Reload o come la vogliono chiamare. Tutti ne parlano, da Pasteris, a TomBolini a Orientalia. Io no riesco. Uffa.

E non si hanno nemmeno 10 minuti per gustarsi la nuova campagna ambient di Saatchi & Saatchi che Fables e DontWorryBeCreative si “contendono”.

E chi ha il tempo per gustarsi la Dirty Car Art di Scott Wade?

Per non parlare di fare un post sulla GirlGeekDinner 4 per ringraziare le girls della serata (anche se non ero troppo in forma e me ne sono andato presto).

E l’idea che lafra mi ha fatto tornare in mente, ovvero di aggiungere il pulsantino le donazioni e riuscirmi a comprare un Eee Pc per le vacanze (così potrò bloggare in giro per il sud della Spagna) dove la mettiamo?

Last but not least non riesco a leggere il lungo post di Francesco Gavello su TagliaBlog che insegna come far andare male il proprio blog.

E chissà quante altre cose mi rammaricherò di non aver letto.
Sarò retrogrado, anacronistico e primitivo ma io sarei per il ritorno al baratto invece del lavoro stipendiato: tu mi dai vitto, alloggio, i gingilli tecnologici che voglio, sneaker e jeans; io, da parte mia, quando morirò ti lascerò tutto in eredità.

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