
Non si parla d’altro nelle ultime settimane. Da quando è nato, se lavori nel Web e non hai una delle spillette, sei dieci tacche più in basso di quelli che rubano le caramelle ai bambini. Se, a tutto questo, si aggiunge che vivi anche a Milano e non sei mai andato ad uno degli incontri all’Ottagono, be’ diciamo che “più in basso di così c’è solo da scavare”.
Codice Internet, “divulgazione ma anche tentativo di fare il punto sulle straordinarie offerte dall’uso intelligente della Rete”, recita un servizio di Sky TG24 sul blog del progetto cui fa capo Montemagno. “Divulgare la Rete in Italia” e “Portare Internet alle persone anziché aspettare che la gente venga in Internet.” è l’obiettivo ultimo di tutto, il senso assoluto si potrebbe quasi dire.
Premetto che io non ho presenziato a nessun evento sinora realizzato e che mi sono iscritto uno dei primi giorni successivi al lancio solamente con il mio nome per social curiosity, se così sì può dire.
Non sono mai andato poiché non trovo una ragione fondante in tutto questo progetto che appare tanto “nobile” e “socialmente pregnante” da un punto di vista teorico e ingenuo (nel senso letterale del termine, ovvero privo di giudizi, n.d.r.) quanto tremendamente viziato nella forma e perciò nella sua realizzazione.
Quella che segue è la mia unica domanda che vorrei rivolgere a chi collabora a questa iniziativa, agli evangelist della Rete, notando come le persone che partecipano (e bloggano) di questi eventi sono o gli stessi blogger di sempre che non mancano mai o (poche) nuove voci, ad ogni modo gente che la Rete la usa di già:
Quale tipologia di divulgazione è quella che non fa altro che dire a persone che lavorano e vivono sul Web che la Rete si può utilizzare in maniera intelligente per questo o quest’altro motivo, senza riuscire a toccare una percentuale interessante di “popolazione” per la quale Internet non è altro che MSN e Google?
Se avessi poi la fortuna di ricevere una risposta a questa prima domanda, me ne terrei un’altra pronta che reciterebbe più o meno:
Quale, soprattutto, l’avvicinamento alle persone ottenuto tramite parole che non gli giungono?
E’ un po’ come voler insegnare il tedesco facendo vedere persone che parlano in tedesco. Una lingua deve essere parlata, non mostrata. Così è la Rete: Internet lo devi usare, che sia per il tuo lavoro, per il tuo divertimento o per entrambi, non c’è alcuna eccezione.



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