Se Wikinomics di Tapscott e Williams ha dato una visione, per quanto non pienamente condivisibile da tutti, di una nuova modalità di interpretare il mondo dell’economia e, dunque, anche quello relativo allo sviluppo in ogni campo, quella di Wikitecture mi sembra una cosa decisamente azzardata.
Io sono di quelli che ritiene che l’apertura al mondo, con i tempi e gli strumenti giusti, non solo è necessaria per non venire lentamente espulsi dal mondo di cui si faceva parte sino all’anno scorso, ma anche funzionale in tutti gli ambiti di un’azienda.
Il problema però che mi si palesa a sentire della nascita di questo nuovo modello di Wiki relativo all’architettura è, almeno allo stadio attuale del progetto, insormontabile poiché l’architettura, a differenza di altri campi come lo sviluppo software, la gestione del workflow aziendale, non potrà mai fare a meno della mano d’opera e necessiterà sempre di “qualcuno che mette giù i mattoni”.
A guardare il Wiki Tree (video in alto), il tool di lavoro per l’architettura, si ha l’idea che la collaborazione avvenga e, per di più, in maniera facile e veloce ma che rimanga esclusivamente nella “Seconda Vita”, in quel mondo virtuale che non è il mondo attuale.
Guardando invece i cantieri di lavoro nelle nostre strade, si vedono mattoni, cemento e betoniere.
Come unire questi 2 aspetti necessari? E come farlo nell’ottica della collaborazione aperta al mondo? Questa è la sfida.


