Sciopero della fame e della sete: Paola Caruso lotta per la sua posizione di precaria al Corriere

14 November 2010
By

La storia è questa: da 7 anni lavoro per il Corriere e dal 2007 sono una co.co.co. annuale con una busta paga e Cud. Aspetto da tempo un contratto migliore, tipo un art. 2. Per raggiungerlo l’iter è la collaborazione. Tutti sono entrati così. E se ti dicono che sei brava, prima o poi arriva il tuo turno. Io stavo in attesa.

La scorsa settimana si è liberato un posto, un giornalista ha dato le dimissioni, lasciando una poltrona (a tempo determinato) libera. Ho pensato: “Ecco la mia occasione”. Neanche per sogno. Il posto è andato a un pivello della scuola di giornalismo. Uno che forse non è neanche giornalista, ma passa i miei pezzi.

Ho chiesto spiegazioni: “Perché non avete preso me o uno degli altri precari?”. Nessuna risposta. L’unica frase udita dalle mie orecchie: “Non sarai mai assunta”.

Non posso pensare di aver buttato 7 anni della mia vita. A questo gioco non ci sto. Le regole sono sbagliate e vanno riscritte. Probabilmente farò un buco nell’acqua, ma devo almeno tentare. Perché se accetto in silenzio di essere trattata da giornalista di serie B, nessuno farà mai niente per considerarmi in modo diverso. [via Paolacars]

Non è l’unico caso al mondo quello di Paola, non sarà l’ultimo. Per la prima volta però a parlare e prendere una scelta simbolica così difficile come quella dello sciopero della fame è una ragazza che collabora per il quotidiano italiano più letto.
Gianluca Neri e tanti altri hanno messo in stand-by i propri blog per lasciare parlare Paola. Su FriendFeed non si parla di altro.

La Rete è con Paola e con tutti quelli che da anni vivono nella stessa mortificante situazione lavorativa.

Ti é piaciuto quello che hai letto? Condividilo!

Post correlati

Tags: , , , ,

Personaggi Interessanti

Altri link

Archivio